APNEE NOTTURNE IN PEDIATRIA E DISPOSITIVI INTRAORALI

Il russare nel sonno è frequente nei bambini piccoli, il più delle volte è il sintomo di una ipertrofia delle adenoidi, delle tonsille o più banalmente di un raffreddore. Potrebbe però essere un sintomo più serio. Nei bambini piccoli russare è frequente, soprattutto se ha il raffreddore o la tonsillite. Se però il disturbo è…

Il russare nel sonno è frequente nei bambini piccoli, il più delle volte è il sintomo di una ipertrofia delle adenoidi, delle tonsille o più banalmente di un raffreddore. Potrebbe però essere un sintomo più serio.

 

Nei bambini piccoli russare è frequente, soprattutto se ha il raffreddore o la tonsillite. Se però il disturbo è frequente e ci si accorge che oltre al russare il bimbo ha delle momentanee interruzioni del respiro, le apnee, è il caso di non trascurare l’evento e di riferirlo al pediatra alla prima visita programmata. La momentanea apnea potrebbe essere una OSA – Obstructive Sleep Apnea ovvero una apnea ostruttiva. Nella maggior parte dei casi le apnee sono da rapportare all’ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi. Talvolta anche un’anomala struttura della mandibola o delle vie aeree superiori può essere causa di questa sindrome.

Le apnee ostruttive
A mettere in guardia i pediatri e quindi anche i genitori sulla sintomatologia dell’OSA è stato un gruppo di studiosi della Washington University School of Medicine di St. Louis coordinato dalla la dottoressa Allison Ogden, otorinolaringoiatra e specialista nelle apnee notturne, disturbi della voce, epistassi e forme cancerogene della tiroide. L’obiettivo dello studio era di sensibilizzare i genitori riguardo il russare dei bambini, sintomo spesso sottovalutato. Infatti, lo studio ha appurato che ben un bambino su cinque tra i due ed i sei anni il russare è dovuto ad una apnea ostruttiva. La responsabile dello studio precisa inoltre la causa della OSA: la momentanea assenza di respiro sarebbe dovuta alla rilassatezza dei tessuti della gola provocando un momentaneo arresto del passaggio dell’aria, il più delle volte a bloccare il passagigo dell’aria sono le tonsille ingrossate o le adenoide ipertrofiche.

Sintomi associati
In associazione all’OSA sono presenti altri sintomi generali tra i quali il russare, i risvegli frequenti ed improvvisi e l’enuresi notturna. Durante il giorno, la respirazione avviene frequentemente con la bocca aperta e sono presenti disturbi comportamentali facilitanti i disturbi cognitivi: distrazione, irritabilità, ansietà ed aggressività. Le apnee ostruttive negli adulti possono stimolare disturbi a livello cardiocircolatorio, polmonare e gastrointestinale. Un sonno disturbato inoltre non consente un sano recupero ai neuroni, le cellule cerebrali e compromette il regolare sviluppo del bambino. L’accrescimento ponderale nei piccoli avviene infatti durante il sonno profondo. Inoltre, il bambino è costretto a respirare con la bocca anziché con il naso, cosa che può provocare uno scarso sviluppo del palato.

Come fare la diagnosi
Il pediatra di fiducia saprà individuare la causa se questa è evidente, come nel caso della ipertrofia adenoidea o delle tonsille oppure, guiderà nel percorso di ricerca. Di solito si ricorre alla polisonnografia, ossia allo studio del sonno e delle sue interruzioni. Vengono applicati degli elettrodi sul capo per monitorare, attraverso un monitor, l’andamento delle onde tipiche del sonno. Queste onde indicheranno con precisione il momento delle apnee: potranno esserci dei blocchi totale del respiro, le vere e proprie apnee oppure una riduzione dell’aria introdotta, le cosiddette ipoapnee. Normalmente, nel corso del test vengono registrati anche altri parametri: i movimenti del torace e a dell’addome, il flusso oronasale e la saturazione di ossigeno nel sangue.

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