Come trattare le apnee ostruttive in età pediatrica

Osas e ortodonzia
In merito alle collaborazioni interdisciplinari l’intervento di Antonio Gracco, ricercatore confermato presso l’università di Padova, si è focalizzato nell’ambito delle patologie aeree illustrando il modus operandi di diversi casi clinici. In uno di questi si è parlato di una bambina di 7 anni, portata all’attenzione dal pediatra per problemi abbastanza comuni quali affollamento dentario, mascellari contratti e frequenti raffreddori. «Nell’ambito della clinica stomatognatica dell’università di Padova procediamo facendo un approfondimento diagnostico con un’analisi specifica odontoiatrica, nella quale prestiamo estrema attenzione alle problematiche legate al sonno mediante una valutazione che indaga le difficoltà respiratorie».
Quello che è emerso nel caso clinico in esame è stata la difficoltà della paziente a respirare con il naso, un atteggiamento con la bocca sempre aperta, un’affaticabilità tale da impedirne l’attività sportiva, roncofagia, qualche difficoltà di pronuncia e, soprattutto, episodi di apnea notturna. «In questi casi eseguiamo un approfondimento diagnostico radiografico con una tomografia volumetrica digitale e una valutazione del volume delle vie aeree, ponendo particolare attenzione a tutto quello quello che riguarda non solo i denti e la struttura alveolare».
Nel caso in esame sono state rilevate moderate vegetazioni adenoidee e soprattutto una radiopacità, indice di infiammazione cronica, a livello dell’etmoide oltre che una sinusite cronica dei mascellari e dei turbinati nasali ipertrofici che determinano difficoltà respiratorie. Nasce così un circolo vizioso in cui, se la bambina tiene la lingua bassa per respirare meglio, può essere compromesso il normale sviluppo delle arcate.

 

http://www.dentaljournal.it/come-trattare-apnee-ostruttive-eta-pediatrica/

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