Funzione respiratoria nel bambino e ortodonzia

 

Nel dialogo tra pediatra e specialista O.R.L., nel trattamento delle ipertrofie adeno tonsillari
del bambino, raramente viene chiesto al dentista il contributo diagnostico e terapeutico che è invece
nelle sue possibiltà aggiungere.
In realtà, negli ultimi anni, abbiamo osservato spessissimo, fin dall'inizio di una adeguata
terapia ortognatodontica, un netto miglioramento di tali quadri orofaringei, e sopratutto delle
patologie respiratorie che alle ipertrofie ostruttive dell'anello del Waldeyer sono collegate.
Abbiamo pertanto tentato di inquadrare gli aspetti ortognatodontici che possono intervenire
nel determinismo e nell' aggravamento delle sindromi ostruttive.
Il più importante elemento di collegamento è costituito dalla respirazione orale.
Si è soliti inquadrare il problema della respirazione orale come l'effetto delle ipertrofie
adeno - tonsillari. E' invece nostra convinzione che alcuni quadri disortodontici possano in molti
casi indurre l'instaurarsi della respirazione orale, e che quest'ultima secondariamente finisca per
favorire le ipertrofie adeno tonsillari.
Quando il bambino respira con la bocca, infatti, una considerevole quota di aria inspirata
salta il fisiologico filtro costituito dall'epitelio nasale ciliato e investe, non preriscaldata nelle fosse
nasali e nei seni, il tessuto adeno-tonsillare. L'ipertrofia di quest'ultimo, che ne consegue, finirà per
aggravare il mancato utilizzo della via nasale fino ad escluderla, instaurando così un circolo vizioso.
Il diminuito flusso respiratorio genererà una ipoventilazione polmonare, con diminuito interscambio
gassoso e tendenziale riduzione della riserva alcalina.
L'ipoossigenazione può interferire anche con lo sviluppo intellettivo del bambino, può
renderlo apatico e incapace di concentrazione e memoria.
Anche il sonno risulta spesso agitato, con respiro russante, interrotto da accessi di tosse, fino
a pericolosi episodi di apnea.
E' peraltro da sottolineare che si tratta di un problema " bidirezionale ". Infatti se, come vedremo,
vari tipi di malocclusione favoriscono l'insorgenza della respirazione orale e delle sindromi
ostruttive, per contro molti problemi respiratori possono influenzare il tipo di crescita e di sviluppo
della bocca e del cranio che, oltre a conferire al piccolo paziente la tipica " Facies adenoidea ".
finisce per orientare anche l'occlusione dentaria verso alcuni quadri disortodontici. Si tratta pertanto
di un circolo vizioso che occorre rompere, attuando una opportuna terapia ortognatodontica,
fisioterapica e logopedistica adatta ai singoli quadri clinici, indipendentemente dal fatto che la
malocclusione sia primaria o secondaria nel quadro della patologia ostruttiva, pena, altrimenti,
l'insuccesso della terapia medica e il rischio di overtreatment chirurgico.

TERAPIA
La terapia , che chiameremo strutturale , è volta a correggere con opportune apparecchiature
ortodontiche la malocclusione dentaria, con trattamenti logopedistici le disfunzione labiali e
linguali e gli schemi respiratori alterati, e con trattamenti fisioterapici e chiropratici le tensioni
muscolari ed i difetti di postura. E' importante notare come l'ortondontista, oltre a poter intervenire
sul morso aperto e combattere così la respirazione orale, possiede delle possibilità enormi di
migliorare la pervietà delle vie nasali: infatti, agendo con disgiuntori rapidi sulla sutura palatina
mediana, potrà allargare anche di 10-12 millimetri la base del naso e, correggendo l'ogiva palatina.

ne rimuoverà l'invasione delle sovrastanti vie nasali. La correzione dei morsi deviati o retrusi, oltre
a riconsegnare alla lingua lo spazio endoorale che le necessita per la sua funzionalità, di
per sè sufficiente in molti casi a ripristinare le respirazione nasale, correggerà l'orientamento
perverso dello sviluppo in deviazione del setto nasale.

Il riposizionamento mandibolare, quando indicato, risulta assai spesso determinante e
risolutivo anche per vari quadri di cefalea muscolo -tensiva, otite ricorrente e vertigine.
La logopedista si occuperà di correggere la deglutizione atipica , gli atteggiamenti scorretti
dei muscoli periorali e di cambiare lo schema respiratorio toracico - clavicolare a favore di quello
diaframmatico.
La fisioterapista e il chiropratico saranno chiamati a risolvere i problemi posturali, a rilevare
eventuali concomitanti cause ascendenti, e sopratutto a modificare gli schemi muscolari che
favoriscono l'instaurarsi dei vari quadri disortodontici: nei morsi profondi, ad esempio, bisognerà
rilasciare i muscoli elevatori della mandibola, mentre nei morsi aperti sarà importantissimo indurre
l'allungamento dei sopra e sotto ioidei.

Con questo approccio diagnostico e terapeutico è possibile intercettare e risolvere
radicalmente i casi di patologie respiratorie in cui il ruolo patogenetico sostenuto dalla
malocclusione dentaria sia evidente. Nei casi dubbi non sarà inutile iniziare con un trattamneto

ortodontico di minima , sostanzialmente privo di controindicazioni e di effettivo prezzo biologico,
ricorrendo al chirurgo nei casi di insuccesso. Nei casi in cui il trattamento chirurgico appaia
inevitabile , il contestuale trattamento strutturale costituirà una valida terapia collaterale. In ogni
caso è bene tener presente che, se la malocclusione è presente, dovrà essere comunque prima o poi
trattata, e pertanto più che di indicazioni alla terapia ortodontica è in realtà più corretto parlare di
indicazioni all'anticipazione di una terapia che sarebbe comunque prima o poi messa in atto: anche
per questo possiamo essere certi che il trattamento strutturale delle patologie respiratorie ostruttive
è, oltre che fonte di grandi soddisfazioni per il medico ed il paziente, sostanzialmente privo di
effettivo prezzo biologico.

MALOCCLUSIONI E PATOLOGIE RESPIRATORIE OSTRUTTIVE

RIS – Rivista Italiana di Stomatologia – numero 10-Ottobre 1994

E. Bernkopf*, V. Broia**, A. Bertarini***

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