Paura del dentista: il controllo del dolore con la sedazione cosciente e/o ipnotsi clinica

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L’odontoiatra è una figura professionale storicamente esperta nell’espletamento di compiti specifici fra cui l’esecuzione di tecniche di anestesia loco-regionale, di sedazione del paziente e di trattamento del dolore perioperatorio. Il trattamento dell’ansia e del dolore nel paziente odontoiatrico pediatrico rappresenta pertanto una parte integrante della pratica e dell’etica professionale odontoiatrica fin dalle sue origini. Un controllo non adeguato dell’ansia e del dolore può rendere impossibile l’esecuzione di determinate procedure e, in particolare, la cura di determinati pazienti come i bambini, i disabili e gli ammalati psichici e mentali. In questi pazienti, infatti, risulta spesso difficile ottenere una collaborazione efficace. Infine, il controllo dell’ansia e del dolore rende molto più sicure le procedure odontoiatriche riducendo fortemente l’incidenza di eventi avversi di natura sia fisica che psichica. Poiché i farmaci ansiolitici non sono sufficienti a controllare il dolore,  devono essere impiegati congiuntamente agli anestetici locali. Lo scopo primario dell’odontoiatria pediatrica deve essere quello di promuovere la prevenzione delle patologie odontoiatriche nel bambino e di garantire un trattamento dentale libero dall’ansia e dal dolore, in modo da ridurre al minimo la necessità di applicare le tecniche di sedazione cosciente nel paziente odontoiatrico pediatrico.

Bisogna sottolineare, inoltre, che le considerazioni di seguito riportate riguardano il bambino fisicamente e psicologicamente normale, definito di classe ASA I e II. Il paziente pediatrico di classe ASA maggiore e/o disabile necessita di considerazioni particolari che esulano dal presente documento.

Il controllo dell’ansia e del dolore in pedodonzia si attua utilizzando opportune tecniche, tra loro complementari, quali la iatrosedazione, l’ansiolisi, la sedazione cosciente, l’anestesia locale e l’analgesia. La complessità e la durata del trattamento odontoiatrico, congiuntamente alle caratteristiche cliniche del piccolo paziente, devono guidare la scelta del tipo di approccio più indicato ed il “setting” più adatto a conseguire lo scopo prefissato. Si dovranno sempre preferire, come primo approccio, le tecniche comportamentali, indicate qui genericamente col termine di iatrosedazione, associate all’anestesia locale; tale approccio permette di trattare efficacemente l’80% dei pazienti odontoiatrici pediatrici. Solamente nel rimanente 20% dei casi, e solo dopo il fallimento della iatrosedazione, si dovrà selezionare la tecnica di sedazione farmacologica più opportuna. Inoltre, è necessario valutare la necessità di perpetuare la sedazione negli appuntamenti successivi, in quanto è frequente che il bambino aumenti la propria capacità di collaborazione con il passare del tempo e con il rinforzo positivo che la sedazione può innescare durante le prime sedute.

Analgesia. Si intende per analgesia la diminuzione o la eliminazione totale del dolore.

Anestesia locale. Si intende per anestesia locale l’eliminazione delle sensazioni e del dolore, in particolare attraverso l’applicazione di una anestesia topica e/o l’iniezione di anestetici locali.

Iatrosedazione. Si intende l’insieme di tecniche comportamentali, non farmacologiche, impiegabili dall’odontoiatra al fine di ridurre l’ansia del bambino.

Ansiolisi. Si intende la diminuzione o la eliminazione dell’ansia con metodi farmacologici.

Sedazione cosciente. Le tecniche di sedazione cosciente consistono nella tecnica di sedazione cosciente endovenosa, inalatoria ed enterale e permettono che l’intervento possa essere effettuato in condizione di livelli minimali di stress psico-fisico. Durante sedazione cosciente deve essere conservata la possibilità di comunicare attraverso messaggi verbali o non verbali in ogni momento dell’intervento odontoiatrico. La sedazione cosciente endovenosa, inalatoria ed enterale può essere ottenuta mediante l’impiego di farmaci sedativi somministrati attraverso vie diverse. L’AINOS  raccomanda che la sedazione cosciente endovenosa, quando venga ottenuta attraverso la somministrazione di benzodiazepine, consista principalmente nella eliminazione parziale o totale dell’ansia, intesa come end-point fra i diversi effetti farmacologici (sedazione, effetto anticonvulsivante, amnesico etc.)  delle benzodiazepine.

La sedazione cosciente, eseguita attraverso la via prescelta, deve soddisfare determinati requisiti: essere clinicamente necessaria, indicata ed adeguata allo scopo; inoltre deve essere  monofarmacologica.

L’odontoiatra non deve assumere competenze che spettano all’anestesista rianimatore. Le competenze spettanti allo specialista in anestesia e rianimazione esperto in odontostomatologia sono:

La sedazione profonda. Si intende uno stato indotto, nel quale la depressione della coscienza è associata a perdita parziale dei riflessi protettivi ivi compresa l’incapacità di mantenere continuativamente pervie le vie respiratorie e/o di rispondere in modo adeguato alle stimolazioni fisiche ed ai comandi verbali

L’anestesia generale. Si intende  uno stato di incoscienza indotto ed associato a perdita parziale o totale dei riflessi protettivi, ivi inclusa la capacità di mantenere in modo continuativo e spontaneo la pervietà delle vie respiratorie e di rispondere in modo adeguato alle stimolazioni fisiche o ai comandi verbali. La sedazione profonda e l’anestesia generale possono essere provocati da metodi farmacologici o non farmacologici o da una combinazione di entrambi.

 http://www.ainos.info/docs/sedazione-in-pedodonzia.html

 

IMPIEGHI DELL’IPNOSI

L’ipnosi si è rivelata molto utile in ostetricia, anestesiologia, chirurgia ed odontoiatria con finalità diverse.

 

  • Ipnosi e ostetricia In ostetricia l’ipnosi può rappresentare un valido aiuto sia nel periodo della gestazione che al momento della nascita, eventi che possono essere vissuti con grande calma, serenità, fiducia in sé stesse, se si è riusciti a stabilire il giusto equilibrio psicosomatico, a facilitare lo scarico delle pulsioni aggressive e potenziare le motivazioni attraverso una condotta attiva e cosciente. L’ipnosi può inoltre consentire di vincere i disturbi legati alla gestazione quali nausea, vomito, ansia, insonnia e la componente “dolore” legata al parto.
  • Ipnosi e anestesiologia L’ipnosi può, in certi soggetti particolarmente recettivi, sostituire del tutto l’anestesia farmacologica, quando essa sia controindicata, o venire associata a dosi minori di anestetico non solo in interventi di piccola chirurgia ma addirittura in tagli cesarei, nonché in isterectomie o in altri interventi. Nel dolore le componenti psicologica e relazionale spesso prevalgono; in ipnosi si possono utilizzare tali componenti come informazioni per indurre rilassamenti e visualizzazioni. Una nuova tecnica usata è quella della progressiva diminuzione della mappa cerebrale, imparando a renderla progressivamente sfocata e poi inattiva nel trasmettere il dolore.
  • Ipnosi e chirurgia In chirurgia l’ipnosi dovrebbe permettere di affrontare con maggior sicurezza e minor ansia l’intervento, di ridurre la fatica cardiorespiratoria, epatica e renale, di attenuare o abolire rapidamente sintomi postoperatori quali tosse, vomito, ritenzione urinaria e di accorciare il periodo postoperatorio.
  • Ipnosi e odontoiatria Il campo di lavoro dell’odontoiatra è la bocca: una miniera di sensazioni, impulsi, emozioni e sentimenti. Sono frequenti le sensazioni d’ansia nel recarsi dal dentista; ecco allora l’importanza di aiutare il paziente ad affrontare ciò che lo preoccupa spostando l’attenzione da un piano percettivo ad un altro, cioè dal piano cinestetico a quello uditivo. In odontoiatria, tramite l’ipnosi, si può eliminare il vomito, si può ottenere l’immobilità della lingua e delle guance, si può ridurre la secrezione salivare, facilitare la presa di impronte e di radiografie oltre che ridurre l’ansia e la paura anche nei bambini.

 

L’ipnosi viene presa in considerazione inoltre nei disordini dell’alimentazione, nel controllo del fumo e nei disturbi legati all’impotenza ed alla frigidità.

Riferimenti bibliografici:

 

  • Crasilneck Harold B., Hall - J. A., Ipnosi clinica, Astrolabio
  • Erickson H. Milton, Opere vol.I La natura dell’ipnosi e della suggestione, Astrolabio
  • Erickson H. Milton, Opere vol.III L’indagine ipnotica deiprocessi psicodinamici, Astrolabio
  • Gualtieri G. a cura di, Il linguaggio del corpo in ipnosi, Edizioni postuniversitarie
  • Acta Hypnologica, rivista dell’Istituto Italiano Studi di Ipnosi clinica e psicoterapia “H. Bernheim”
  • Kline M.V., Freud e l’ipnosi, Piccin
  • Bandler R., Grinder J., Ipnosi e trasformazione, Astrolabio

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=CbX6EV0AXW8

https://www.youtube.com/watch?v=VwWchq_OIWM

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